Reebok - Ventureflex Chase Ii Ii Ii Bd3664 Blck/Greenkiwi Verde/Wht - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Reebok Primavera / Estate 2017/Q1 81a253

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Reebok - Royal Cljog 2rs 2v Bd5436 Aubergine/Solar Pink/Wht - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Reebok Primavera / Estate 2017/Q1,
blog retrò

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15
gennaio
2013

Skechers - Energy Lights 90600l/Wht Bianco - Laced - Low - Girl - Bambini Italia Skechers Primavera / Estate 2017 Reebok - Royal Cljog 2 Kc Bd4017 Purple/Shell Purple/Verde - Velcro - Low - Girl - Bambini Italia Reebok Primavera / Estate 2017/Q1 Sprandi - Cp49-7279 Szary Jasny/Malinowy - Laced - Low - Girl - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2016,Stivali Ren-but - 23-3225 Czarne Kwiaty - Stivali - High Stivali And Others - Girl - Bambini Italia Renbut Autunno / Inverno 2016, Sprandi - Cp23-15777-02 Granatowy Ciemny Czerwony - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2016, Skechers - Fragments 998099l/Bkcc Nero/Charcoal - Laced - Low - Boy - Bambini Italia Skechers Primavera / Estate 2017, Sprandi - Cp23-5712 Blu - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017, Sprandi - Cp23-5712 R ?owy Ciemny - Velcro - Low - Girl - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017 Sprandi - Cp40-6034 Szary Ciemny - Laced - Low - Girl - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017 Sprandi - Bp49-7294 Navy Blu - Laced - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017, Skechers - Comfy Stepz 95052n/Nvbl Navy/Blu - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Skechers Primavera / Estate 2017, Sprandi - Cp44-5087 Niebieski - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017 Sprandi - Cp40-621y R ?owy Ciemny - Velcro - Low - Girl - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017, Sprandi - Cp23-15782-01 Nero - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2016, Sprandi - Cp40-6034 Navy Blu - Laced - Low - Girl - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017 Sprandi - Wp40-obd023 Navy Blu - Laced - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017,Slippers Superfit - 7-00295-07 Stone Multi D - Slippers - Slides And Sandali - Boy - Bambini Italia Superfit Autunno / Inverno 2016, Skechers - Heartsy Glam 10709n/Pklb Pink/Light Blu - Velcro - Low - Girl - Bambini Italia Skechers Primavera / Estate 2017, Sprandi - Cp40-lf850-1 Bianco - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017, Sprandi - Cp40-lf850-1 Navy Blu - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017 Sprandi - Cp40-6703 Navy Blu - Laced - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017 Sprandi - Cp23-8297 Blu - Velcro - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2016, Sprandi - Cp49-7312 Navy Blu - Laced - Low - Girl - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017, Sprandi - Cp40-6034 Nero Verde - Laced - Low - Boy - Bambini Italia Sprandi Primavera / Estate 2017,Hiking Stivali Superfit - 7-00473-11 M Ciok Kombi - Winter Stivali - High Stivali And Others - Boy - Bambini Italia Superfit Autunno / Inverno 2016Slides Superfit - 6-00113-80 Ocean M - Slides - Slides And Sandali - Boy - Bambini Italia Superfit Primavera / Estate 2016,Sandali Superfit - 6-00151-01 Schwarz - Sandali - Slides And Sandali - Girl - Bambini Italia Superfit Primavera / Estate 2016Sandali Superfit - 6-00089-88 Indigo Kombi M - Sandali - Slides And Sandali - Girl - Bambini Italia Superfit Primavera / Estate 2016,Slides Superfit - 0-00111-17 S Silber Kombi - Slides - Slides And Sandali - Girl - Bambini Italia Superfit Primavera / Estate 2017Sandali Superfit - 0-00294-84 Bluet - Sandali - Slides And Sandali - Boy - Bambini Italia Superfit Primavera / Estate 2017,

Ha troppi pochi anni, ventiquattro, Amanda Ghassaei, per avere svernato vinili all’epoca dei giradischi, ma ha intuizioni sufficienti, a quanto pare, la ragazza, per essersi fatta promotrice di un progetto di recupero dei vecchi album in PVC, ingegnosamente riabilitati dalla conversione di file audio su stampe in tre dimensioni.

Skechers - Frillseeker 10724n/Wpmt Bianco/Pink/Mint - Velcro - Low - Girl - Bambini Italia Skechers Primavera / Estate 2017,

È stato il mensile Wired, lo scorso dicembre, a mostrarne per primo i risultati, in un video in cui Smells Like Teen Spirit dei Nirvana, Everything In Its Right Place dei Radiohead e Around the World dei Daft Punk frusciano come “fritte” su un fonografo: servendosi di un’apposita suite di programmi, Amanda ha abbassato il livello qualitativo degli MP3, ossia diminuito le dimensioni dei file musicali e la loro frequenza di campionamento (dai 44.1kHz a a soli 9 kHz), per adattarli al microsolco dei classici 33 giri e ricreare, grazie a una stampante 3D, su una resina plastica, rudimentali lp di nuova generazione.

Un procedimento più facile a farsi che a dirsi, sembrerebbe, incentrato su script e programmi free, e spiegato sul sito Instructables, sito di cui Amanda (foto accanto) è technical editor, con l’esplicito invito agli utenti a condividere i propri manufatti (tuttavia solo i possessori di sampanti 3D del calibro di una Objet Connex 500 potranno sperimentare questo genere di “audio press”)

Con una pulizia del suono che lascia parecchio a desiderare, e un desiderio che è già una mezza proiezione: il ritorno del vinile. Quasi invertendo lo standard, il naturale decorso tecnologico, col ritorno dal digitale all’analogico, della carrozza laccata alla zucca impolverata e odorosa: da  un file Mp3, insomma, ad un vecchio e sempre caro 33 giri.

Quali sono i vinili del vostro passato?

E su quali artisti presenti puntereste la puntina?

Nel mio caso, Dire Straits e Fiorella Mannoia (li ascoltavano i miei, li ho ben presto fatti miei); e poi, fra i nuovi, Paloma Faith e Brunori Sas: vinilizzabilissimi!

  1. 5 anni fa | di Eric186 | I just wanted to get the word out, That I found some very rare behind the scenes footage of Audrey Hepburn in the movie "My Fair Lady"The footage includes the opening scenes of the movie, ect.ect.ect; It was shot by my father...

  2. Vedi tutti

4
gennaio
2013

Un giornalista francese appassionato di cinema, Christopher Moloney, ha realizzato un progetto di ricerca iconografica intitolato FILMography, sul sito Philmfotos.tumblr.com, immortalando, per come sono oggi,  gli spazi urbani che hanno fatto da cornice alle scene più celebri dei film di ieri, dall’ultima metà del secolo scorso sino ad ora.

Renbut - 23-3265 Granat - Velcro - Low - Girl - Bambini Italia Renbut Autunno / Inverno 2016,

La tecnica usata è semplice – rintracciare le location sul web, procurarsi i fotogrammi bianconeri dei lungometraggi, e recarsi in loco, posizionando lì le stampe come a incastro nell’inquadratura originaria – e il risultato è visibilmente geniale con la ricomparsa, in queste foto alle foto, dei protagonisti di commedie e film d’azione, tutti immancabilmente ingolfati per le vie di Manhattan, sotto le dita del meticoloso tumbleriano d’oltralpe.

Dall’Agente J del Men in Black di Will Smith che risale le scale della metropolitana al finanziare Gordon Gekko di Michael Douglas che costeggia Central Park assieme al broker Jake (Shia LaBeouf) nel proseguo di Wall Street, passando per Shaft il Detective di Richard Roundtree davanti all’Apollo Theatre nel 1971, tornano sul set, cioè sul sito di Moloney, vagabondando fra avenue e streets, la Molly-Maryl Streep di Falling in love (1984) e il John McClane di Bruce Willis in Hard to Die, il giovane Michael J. Fox di For love or Money – Amore con Interessi e l’Henry Winkler (Fonzie!) di Night Shift – Turno di notte, il Christopher Reeve del Superman targato 1978  e il Macaulay Carson Culkin (Kevin!) di Mamma ho perso l’aereo, banditi a seguito. Senza contare le coppie di grandi amori, grandi amici, grandi amanti, sparsi sul torsolo della Grande Mela: gli ex universitari Harry Burns e Sally Albright (Billy Crystal e Meg Ryan) di Harry ti presento Sally, i vicini di cuore e di casa Holly Golightly e Paul Varjak (Audrey Hepburn e George Peppard) di Colazione di Tiffany o i dirimpettai di bookstore Joe Fox e Kathleen Kelly (Tom Hanks e ancora Meg Ryan) in C’è posta per te, e poi ancora gli inguaiati Sam Wheat e Oda Mae Brown di Whoopi Goldberg e Patrick Swayze in Ghost, anno 1990, e persino l’iconico trio di papà di  Tre scapoli e un bebè, stessa annata. E mentre vi invito a scoprire sul sito dell’autore i restanti scatti dai tanti set, vi chiedo:
Skechers - Go Flex 81078l/Hpk Hot Pink - Slided - Low - Girl - Bambini Italia Skechers Primavera / Estate 2017,

quali locations cinematografiche vorreste visitare?

Quali avete già visto?

Fra le mie cine-mete “metabolizzate” ci sono due luoghi modaioli e mangerecci: Pasti’s, fra la nona avenue e la tredicesima strada, guarda caso a New York, dove Carrie Bradshaw spazzolava il suo brunch in compagnia di Aleksandr Petrovsky, e, più di recente, il parigino Le 2 Moulins, grazioso café-brasserie al numero 15 di rue Lepic, nel 18º arrondissement a Pigalle, dentro cui sfaccendava una giovane cameriera, vi ricordate?, una certa Amélie Poulain.

21
dicembre
2012

Le chiede di sposarlo così, con commerciale e disinvolta dolcezza, recapitandole la proposta di matrimonio dentro a un ovetto di cioccolato al latte. A riportalo sul suo sito, swiss-miss.com, è una blogger/designer svizzera naturalizzata newyorkese, Tina Roth Eisenberg, raccontando la trovata di un amico, Matthew Richmond, che ha proposto alla sua ragazza, Lori, di sposarlo, proprio in questo modo: incartando un anello con brillante nella capsula interna al noto dolciume, non senza istruzioni di montaggio del proprio alter ego robotico in love. Alla faccia della (Kinder) sorpresa.

“Amara”, si direbbe, solo per tutti gli americani che non potranno bissarne l’impresa, visto il blocco dell’export negli States del beneamato ovetto Kinder (25.000 sequestri solo nel 2010) a causa della bollatura “embedded” sulle sorpresine Ferrero per conto della Food and Drug Adminstration, l’ente nazionale preposto al controllo sui cibi e le medicine.

Burocrazia a stelle e strisce a parte, l’americanata del buon Matthew (da notare la finezza della capsula bianco-just married) è creativamente inappuntabile. Tanto quanto quella di un suo omonimo, Matthew Kenyon, che, armato di bisturi, per San Valentino, ha confezionato (e instagrammato) una miniatura nerd del Super Nintendo.

Qual è il regalo più originale che abbiate mai ricevuto?
Sparate, scartate, stupitemi.

E a voi tutti, blognauti,

buon Natale!

15
dicembre
2012

Quella della Tour Eiffel è una storia nota a tutti: fu in occasione di un concorso per l’Esposizione universale sul Champ-de-Mars che un ingegnere, Gustave Eiffel, fece assemblare in meno di due anni una massiccia struttura di putrelle metalliche, inaugurata il 31 marzo del 1889 per festeggiare il centenario della Rivoluzione francese e destinata, in prima battuta, alla demolizione assieme ai restanti edifici dell’Expo, tuttavia preservata – quelle bonne idée! – per l’utilità scientifica che avrebbe garantito.

Artisticamente accolta con scetticismo (pare per via del suo aspetto “utilitaristico”), la torre divenne, sin dalla fine del 19° secolo, la quintessenza architettonica della Città delle luci, inamovibile baluardo di innovazione strutturale e grandeur française, coi suoi 300 metri di altezza e le 7,500 tonnellate di ferro e acciaio.

Ed appena tre anni dopo la sua inaugurazione, in un’altra capitale, a Londra – udite, udite – fu sponsorizzato un concorso per la creazione del corrispettivo britannico della torre parigina: a pensarci fu una società inglese, la Tower Company, che raccolse una settantina di proposte progettuali presentate da svariati Paesi (Stati Uniti, Canada, Germania, Svezia, Italia, Austria, Turchia e Australia): bizzarri disegni ricalcanti l’estetica del piano originario, con dimensioni accresciute.

La proposta premiata, inoltrata dal trio Stewart-Maclaren-Dunn (figura No.37) e modulata su un pianta ottagonale e un corpo centrale ospitante padiglioni, teatri e ristoranti, superava la Tour Eiffel di circa 215 metri: gli onerosi finanziamenti richiesti e le mancate sovvenzioni pubbliche, tuttavia, unitamente agli squilibri di proporzione fra altezza e basamento, determinarono uno stallo nei lavori di implementazione del progetto e portarono alla demolizione della torre (inaugurata, incompleta, solo cinque anni prima).

E se l’opera di Gustave Eiffel detiene tuttora il suo primato a Parigi, rimirata come la più imponente e rappresentativa struttura dell’intera nazione, nella capitale inglese il vetro l’acciaio e le costruzioni sperticate hanno acquisito, col tempo, un peso sempre maggiore, come testimonia l’ultima crerazione di Renzo Piano, The Shard – 1.016 piedi verso il cielo e una vaga reminiscenza, nella silhouette, della forma piramidale della Torre Eiffel – l’edificio più alto del Regno Unito e dell’Europa tutta.

Così vi giro – fresco tre giorni parigina: grazie a Riccardo ed Harmelle per l’ospitalità e la miglior fonduta di formaggi di Belville – l’annosa questione, la querelle fra le querelle turistiche:

Londra o Parigi?

Pour moi, devinez.

© Descriptive illustrated catalogue of the sixty-eight competitive designs for the great tower for London compiled and edited by Fred. C. Lynde

10
dicembre
2012

Non porti la barba o i baffi (o una spilla-moustache di plastica o feltro).
Non usi camice overcheck, fiero di ripetere overcheck.
Non lavori nei media o nelle arti visive.
Non ti siedi scomposto.
Non possiedi una borsa di juta.
Non pratichi yoga.
Non prediligi le tute acetate.
Non apprezzi il sidro di mele.
Non possiedi un occhiale nerd.
Non conosci, uno ad uno, i nomi dei quartieri di Berlino.
Non hai sempre, in tasca, cartine Rizla.
Non arieggi le caviglie rislvoltando i tuoi skynny (pantaloni a sigaretta).
Non hai un’amica di nome Zoe.
Non saluti guardando altrove.
Non hai un taglio asimmetrico.
Non bevi cocktail a base di tequila.
Non hai una laurea al Dams.
Non usi jeans “distressed” (fatti per sembrare logori).
Non partecipi a reading, vernissage e aperitivi letterari.
Non hai amici combinabili in foto e sfoggiabili in pubblico: una rossa, un’asiatica, un rasta, un hacker rachitico, un grassone stiloso. A prova di Instagram. E di United Colors of Benetton.
Non hai un un portatile MacBook o Vaio con cui allacciarti al wifi di una caffetteria.
Non consumi cibi bio, vegani, etnici. Esempi pratici: tofu, seitan, sashimi, shoyu, tempeh, kamut, canapa, farro, frumento, alghe. Spezie-spezie-spezie.
Non hai un animo cinico.
Non hai una fixie (bicicletta a scatto fisso).
Non hai una Reflex, doppio punteggio se analogica.
Non pratichi il couchSurfing.
Non ricorrono, nel tuo vocabolario, parole come contro-cultura, sottocultura, suburbano, low-rise, low profile, non-conforme, androgino, geek.
Non hai un cane di grossa taglia.
Non hai chiuso ogni bottone della tua camicia.
Non hai mai visto un film iraniano.
Leggi bestsellers.
Ti pettini.
Ti penti.
Ti prodighi.
Stiri.
Ammiri.
Apparecchi.
Hai un letto. Alla fiera del minimalismo, basta un materasso.
Hai un credo politico. La politica è pop, il disinteresse è indie-rock.
Hai una playlist mainstream. Per te solo gruppi senza etichetta.
Sai di essere hipster e concedi che, così, ti si etichetti.

L’Hipster lavora di “sottrazione”.
Ma voi, qui, blognauti, aggiungete pure.

La foto è di Jenni Sparks, illustratrice inglese che, al movimento Hipster, ha dedicato un poster un po’ pop e tanto, ma tanto, retrò.

Luca Fiorini

di Luca Fiorini

Trentenne, giornalista di moda e costume, si è diplomato al liceo classico “S. Carlo” di Modena e laureato in “Giornalismo e cultura editoriale” presso l’università di Lettere e Filosofia di Parma, dove ha intrapreso il suo viaggio nella blogosfera e pubblicato un eBook sul linguaggio del giornalismo di moda. Ha scritto per Glamour, Style.it, Tu Style, Lettera43 e Il Fatto Quotidiano. E’ fra gli articolisti del sito di Vanity Fair e le penne di Cosmopolitan.